La salute nella pulizia della cellula

Progetti Europei: CLEAR Meccanismi cellulari e malattie neurodegenerative

 
 

Anche le cellule fanno le pulizie. L'enorme quantità di meccanismi e di processi necessari al suo funzionamento, del resto, producono inevitabili rifiuti che, in qualche maniera, devono essere eliminati in quanto tossici. Un procedimento, questo, niente affatto banale ma anzi raffinato e di fondamentale importanza per la salute della stessa cellula e dell'individuo. Basti dire che questi meccanismi, in inglese definiti di cellular clearence, sembrano avere un ruolo di grande importanza in processi fisiologici come l'invecchiamento ma anche in una serie di gravi malattie neurodegenerative dall'enorme costo umano e sociale quali la Corea di Huntington, il morbo di Parkinson e l'Alzheimer.

 

Gli spazzini protagonisti

Chi si occupa di questo servizio di nettezza intracellulare? I lisosomi, organelli capaci di raccogliere i rifiuti e renderli innocui grazie a una squadra di efficientissimi enzimi. A controllare la loro attività, la loro funzione e l'intero processo di pulizia cellulare c'è un network di geni denominati, e non a caso,  CLEAR. Lo stesso nome dato al progetto europeo coordinato dal professor Andrea Ballabio che ha il compito di far piena luce sui meccanismi d'azione di questa rete di geni.

"Una combinazione di genomica, bioinformatica, biologia cellulare e dei sistemi, genetica del topo" così viene descritto il progetto, in un approccio integrato dalle molte potenzialità. Una ricerca, quella finanziata da CLEAR, che fonda le sue radici in una serie di studi portati avanti negli anni dall'equipe di Ballabio, importanti al punto da ottenere l'onore delle pubblicazioni sulle riviste scientifiche più prestigiose al mondo.

 

TFEB, il direttore d'orchestra

Nel 2009, Ballabio, direttore dell'Istituto Telethon di Genetica e Medicina e professore di Genetica Medica presso l'Università Federico II di Napoli è apparso infatti sulle pagine di "Science" con la scoperta di TFEB, il gene che, come un direttore d'orchestra, regola e sovraintende l'attività di una fitta rete di geni responsabile della regolazione dei processi di degradazione. Una sorta di regista, dunque, da cui dipende l'attività di tutti gli altri. I ricercatori dimostrarono infatti che aumentando l'attività di TFEB veniva incrementato anche  il processo di degradazione all'interno della cellule, un fenomeno riscontrato anche nei neuroni colpiti dalla Corea di Huntington, in cui si registra l'accumulo di una proteina tossica. Non solo: un altro studio pubblicato su Science dall'equipe di Ballabio ha evidenziato il ruolo di TFEB nella sintesi degli autofagosomi, altro tipo di organelli che hanno il compito di captare le sostanze di scarto e trasportarle ai lisosomi. Come ha efficacemente spiegato Carmine Settembre, primo autore di quel lavoro: "possiamo paragonare gli autofagosomi ai camion che trasportano la spazzatura e i lisosomi ai termovalorizzatori che li degradano. TFEB è la cabina di regia che controlla il lavoro degli uni e degli altri e che può quindi determinare l'efficienza dell'intero processo di pulizia". Queste importanti scoperte rappresentano tutte passi fondamentali in una sfida dalle grandi potenzialità. Perché all'orizzonte c'è la possibilità di sviluppare nuovi approcci terapeutici per malattie diverse ma accomunate tutte dall'accumulo di sostanze tossiche all'interno delle cellule. Come ha spiegato il professor Ballabio, infatti, "individuando farmaci specifici in grado di attivare TFEB, il direttore d'orchestra, possiamo infatti provare a modulare di conseguenza tutti i musicisti coinvolti". Con CLEAR l'ambizioso obiettivo potrebbe farsi molto più vicino.

 

 
 
 
Modulazione della pulizia cellulare per la cura delle malattie

 
UN PROGETTO DI:
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