Talassemia: farmaci a misura di bambino

Progetti Europei: DEEP per definire le dosi esatte di deferiprone per i bambini tra i 2 e i 10 anni

 
 

 

Il suo nome, DEEP, è un acronimo che sta per "Deferiprone evaluation in Paediatrics". DEEP è un progetto, coordinato dal Consorzio per Valutazioni Biologiche e Farmacologiche e finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del 7° Programma Quadro, che mira a integrare le informazioni attualmente esistenti sull'uso di una particolare sostanza, il deferiprone, nella popolazione pediatrica affetta da emoglobinopatie quali la talassemia. Suo obiettivo finale, in particolare, è autorizzarne l'uso in prima linea per l'intera popolazione pediatrica, anche a seguito dello sviluppo di una nuova formulazione orale.

A spiegarci il progetto più in dettaglio è il coordinatore scientifico del progetto, la Professoressa Adriana Ceci, Professore Associato di Pediatria presso l'Università 'Aldo Moro' di Bari, Presidente della Fondazione per la Ricerca Farmacologica "Gianni Benzi" Onlus e membro del Comitato Pediatrico dell'EMA (Agenzia Europea dei Medicinali).

 

Professoressa Ceci, che cos'è il deferiprone e come viene usato?

Il deferiprone è un farmaco utilizzato per il trattamento del sovraccarico di ferro nei pazienti affetti da emoglobinopatie che richiedono trasfusioni croniche e chelazione del ferro. La sua importanza anche in ambito pediatrico è stata riconosciuta dal Comitato Pediatrico presso l'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) che ne ha autorizzato il Piano di Sviluppo in funzione del favorevole effetto sull'accumulo di ferro a livello del cuore. Alla conclusione del progetto, attraverso la conduzione di 3 studi clinici, DEEP fornirà i dati di farmacocinetica, sicurezza/efficacia comparativa e sicurezza a lungo termine da includere in un Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) aggiornato e una nuova formulazione testata appositamente per i bambini.

 

DEEP è quindi un progetto innovativo da molti punti di vista…

È così.

DEEP rientra nel ristretto numero di sperimentazioni cliniche pediatriche "investigator-driven", poco più di una decina quelle finanziate dal 7° Programma Quadro, che mettono insieme una serie di fattori chiave che l'Europa intende sostenere. In particolare, si tratta di:

  • uno studio sponsorizzato da un Gruppo di Ricerca ma che porterà alla raccolta di informazioni utili a scopo regolatorio;
  • una ricerca basata su un riconosciuto "bisogno terapeutico" - vi è cioè la necessità di terapie adatte all'uso nei bambini e negli adolescenti, perché quelle esistenti non sono soddisfacenti - preventivamente dichiarato a livello europeo. Infatti, nonostante una vasta esperienza sull'uso del deferiprone nei pazienti talassemici, il Comitato Pediatrico (comitato ad hoc di esperti in campo pediatrico) presso l'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) già nel 2009 ha inserito il deferiprone nella 'Priority List', un elenco di medicinali a cui è stata assegnata una priorità di ricerca e il cui sviluppo appropriato nella popolazione pediatrica soddisferebbe il bisogno terapeutico esistente;
  • un Network multicentrico-multietnico in cui la complessità della conduzione di studi clinici in pediatria deve tener conto delle molteplici regole esistenti a livello europeo e non europeo. Sfida massima del progetto è lo svolgimento degli studi nel rispetto delle norme etiche e metodologiche previste dalle norme di Buona Pratica Clinica (Good Clinical Practice - GCP) internazionali e dalle raccomandazioni etiche europee.

 

Se dovessimo spiegare all'uomo della strada l'impatto che questo progetto potrebbe avere sulla società?

Basta citare i dati epidemiologici. La talassemia è tra le più comuni malattie genetiche in tutto il mondo. La beta-talassemia major, in particolare, è una delle forme più gravi di anemia rara e rappresenta la maggior parte dei casi di talassemia che sono clinicamente rilevanti. Anche se fonti attendibili stimano che circa 80-90 milioni di persone è portatore di beta-talassemia e che ogni anno nascono circa 60.000 bambini affetti da beta-talassemia (la maggior parte del mondo in via di sviluppo), è certo che questi dati sono una palese sottovalutazione.

 

Quali sono i trattamenti oggi disponibili?

Trasfusioni frequenti sono il trattamento raccomandato per i pazienti beta-talassemici al fine di fornire capacità di carico di ossigeno sufficiente. Tuttavia, nelle forme più gravi di anemie trasfusione-dipendente, dopo alcuni anni di regime trasfusionale regolare, la capacità di immagazzinamento di ferro del fegato e di altri organi viene superata, portando così - in assenza di un intervento adeguato - allo sviluppo di disfunzioni che, nella maggior parte dei casi, è letale. Non vi è alcun meccanismo fisiologico per espellere il ferro eccessivo associato alle regolari trasfusioni di sangue. L'esatto danno prodotto dal sovraccarico di ferro non è noto, ma è stato accertato che il ferro si accumula nel fegato, nel cuore e nel sistema endocrino portando al loro collasso. In particolare, l'insufficienza cardiaca è la causa più comune di morte nei pazienti talassemici (> 60%).

 

Un quadro complicato. Quali i possibili rimedi?

La sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti talassemici sono notevolmente migliorate negli ultimi anni grazie alle trasfusioni di sangue e alla terapia chelante necessaria per rimuovere l'accumulo di ferro negli organi. Tre sono gli agenti chelanti attualmente disponibili in Europa: la deferoxamina (Desferal®), somministrata per via parenterale; il deferiprone (Ferriprox®) e il deferasirox (Exjade®), somministrati per via orale. In particolare, il deferiprone è stato il primo farmaco orale immesso in commercio ed è considerato il più efficace nella rimozione di ferro dal cuore. Ma come ho detto prima i dati disponibili sul suo impiego nei bambini, e in particolare per quelli di età compresa fra i 2 e i 10 anni, sono limitati.

 

In questo senso il progetto DEEP potrà fornire un contributo importante…

I nostri studi daranno l'opportunità a molti bambini in Europa e nel mondo di avere a disposizione un farmaco e una nuova formulazione testata appositamente per loro e di poter utilizzare il farmaco da subito per via orale superando così in via definitiva l'impiego dei farmaci parenterali  (somministrati cioè attraverso un'iniezione). 

 

 
 
 
Ricerca Globale in Pediatria
Valutazione dell'utilizzo pediatrico del deferiprone

 
UN PROGETTO DI:
sissa
ricerca&medicina è un'iniziativa del progetto commHERE finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Settimo Programma Quadro (FP7).
commHerehorizonHealth