Nati prima del tempo

Il 17 novembre è stato dichiarato "Giornata Internazionale del Bambino Prematuro".

 
 

I bambini nati molto prematuramente -  prima della 32° settimana di gestazione (l'8° mese di gravidanza) - rappresentano l'1-2% di tutte le nascite. Questi bambini hanno, rispetto agli altri, un rischio più elevato di non sopravvivere e una maggiore incidenza di disabilità a lungo termine legate al mancato sviluppo neurologico dovuto all'insufficiente apporto di ossigeno al cervello.

 "La necessità di creare un progetto europeo di ricerca nasce dalla constatazione che i tassi di mortalità per nati molto pretermine può variare di più del doppio tra le differenti regioni europee", afferma Jennifer Zeitlin, coordinatore del progetto EPICE (Studio sull'Efficacia delle Cure Intensive Perinatali in Europa) e ricercatrice presso Inserm, uno dei maggiori centri di ricerca francesi.

Il progetto EPICE mira quindi a migliorare la sopravvivenza e la salute a lungo termine di questi bambini, attraverso un'armonizzazione delle migliori conoscenze mediche e la loro applicazione con cure efficaci. I risultati del progetto forniranno conoscenze scientifiche su cui basare le strategie di intervento per migliorare l'uso della medicina basata sulle evidenze. Verrà anche definito un quadro metodologico e concettuale per il futuro lavoro scientifico sull'efficacia delle strategie di intervento.

Ma cos'è la medicina basata sulle evidenze?

Lo sviluppo di linee-guida per la pratica clinica basate sull'evidenza è uno degli strumenti più promettenti -  e convenienti - per il miglioramento della qualità delle cure mediche. I ricercatori del progetto EPICE stanno analizzando una vasta gamma di interventi, al fine di identificare i fattori che favoriscono la loro diffusione nella pratica clinica quotidiana.

 "L'obiettivo è quello di imparare dalle esperienze delle unità neonatali europee più avanzate e di utilizzare ciò che si impara per migliorare l'assistenza offerta ai neonati nati molto prima del termine" spiega Jennifer Zeitlin.

19 interventi medici sono stati selezionati in base alla loro importanza clinica, alla solidità della base di conoscenze e alla fattibilità della raccolta dati. Questi interventi riguardano aspetti come:

 - L'uso di corticosteroidi prenatali per promuovere la maturazione polmonare in vista di un parto pretermine

- Il trasferimento delle donne in gravidanza prima del parto verso centri specializzati dotati di un'unità di terapia intensiva neonatale (unità di livello III)

- La limitazione dell'impiego post-natale di corticosteroidi

- La promozione dell'allattamento al seno

Lo studio fornirà dati sulla cura dei neonati pretermine e della loro salute dalla nascita al loro ritorno a casa. Questi dati saranno completati con informazioni sulla salute e lo sviluppo del bambino fino ai 2 anni di età, per mezzo di un questionario inviato alla famiglia.

Oltre a informazioni sui bambini, lo studio analizzerà anche una serie di questionari dati ai team di medici di 261 ospedali di maternità europei per raccogliere dati sulle caratteristiche delle unità, la loro organizzazione e i protocolli per l'uso di determinati interventi medici e procedure.

Il sito ufficiale del progetto EPICE è qui

Il progetto è coordinato dall'Inserm che guida un team multidisciplinare caratterizzato da una lunga esperienza in ostetricia, medicina neonatale, epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari. Tra i partners anche L' Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma e l'Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio.

 

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