Vaccini personalizzati

Progetti Europei: HEPAVAC Un vaccino per il cancro al fegato

 
Fegato di bronzo etrusco
 
 
Quando parliamo di vaccini siamo abituati ad associarli a malattie come l'influenza o la malaria. Malattie che "si prendono" o - con un termine più appropriato - sono trasmissibili. Negli ultimi anni invece la ricerca medica sta sviluppando vaccini contro diversi tipi di malattie, compreso il cancro. 
I vaccini sono il trattamento medico più controverso del nostro tempo. Nessun altro trattamento ha dovuto guadagnarsi la fiducia del pubblico ricominciando ogni volta da zero, e questo a dispetto del grande successo che i vaccini hanno avuto nei decenni passati, riuscendo a eradicare completamente, o quasi, malattie come il vaiolo o la poliomielite .
 
A scuola di auto difesa
Il corpo umano è costantemente sotto attacco di milioni di virus, batteri, funghi e altre sostanze nocive. Fortunatamente possediamo delle difese - le difese immunitarie - che ci permettono di far fronte a questi attacchi senza riportare delle conseguenze e ammalarci. In alcuni casi però questi patogeni sono talmente aggressivi che il nostro sistema immunitario non ha abbastanza tempo per imparare a difendersi. I vaccini allora agiscono come una una scuola di autodifesa, insegnando al sistema immunitario come riconoscere gli agenti nocivi, "allenando" il sistema a difendersi prima di incontrare il nemico. Con difese immunitarie ben sviluppate da un "allenamento col vaccino" il nostro organismo è in grado di difendersi da solo quando si presenta  un'infezione vera e propria.
 
Vaccini del Terzo Tipo
I vaccini di prima e seconda generazione agiscono come allenatori del nostro organismo attraverso l'iniezione di forme attenuate o inattive della sostanza patogena all'interno del nostro corpo. Una terza generazione di vaccini invece, basati sullo sviluppo di un nuovo approccio medico chiamato systems biology (biologia dei sistemi), è stata recentemente messa a punto per produrre trattamenti più sicuri - con pochi o nessun rischio - perfino per i pazienti più sensibili, o per quelli refrattari alle vaccinazioni comuni. Questi vaccini funzionano sfruttando la capacità del sistema immunitario di riconoscere la sostanza patogena da alcune sue caratteristiche fisiche, caratteristiche che staccate dal patogeno, non sono nocive per l'organismo. Queste "parti" sono chiamate epitopi, e la ricerca medica ha appurato che la loro presenza è sufficiente a scatenare una risposta immunitaria.
 
Un vaccino per il cancro al fegato
"Il cancro è uno dei nostri nemici più ingannevoli," spiega il Prof. Luigi Buonaguro della INT Fondazione Pascale - IRCCS , di Napoli , Italia. "Il nostro lavoro si concentra sul carcinoma epatocellulare, una delle possibili forme di cancro al fegato. Questo tipo di cancro è indotto principalmente dai virus dell'epatite B e C, infezioni che globalmente interessano più di 670 milioni di persone. Circa il 5-10 % di questa popolazione svilupperà prima o poi un carcinoma epatocellulare."
 
Su misura dei pazienti
Il Professor Buonaguro è il coordinatore del progetto europeo HEPAVAC, uno studio internazionale concentrato sullo sviluppo di un vaccino su base petptidica per la cura di pazienti con carcinoma epatocellulare. Il progetto prevede la collaborazione di un consorzio di nove istituti tra università, imprese private e aziende farmaceutiche con competenze complementari nel campo dell'immunoterapia del cancro e lo sviluppo di vaccini.
"La nostra ricerca vuole arrivare a produrre un vaccino per quelle persone che hanno già sviluppato un tumore al fegato e sono state trattate con terapie ablative," continua il Prof. Buonaguro "la strategia che utilizziamo è estremamente innovativa: il vaccino è composto da epitopi tumore-specifici - dei frammenti caratteristici di questo tipo di cancro - ma prelevati, di volta in volta, dal paziente affetto da questa malattia, permettendo lo sviluppo di una terapia personalizzata corrispondente alla situazione patologica del malato.
 
Il tempo dei risultati
"Contiamo di sviluppare il primo vaccino specifico per il carcinoma epatocellulare entro la fine del 2018, data in cui speriamo di aver superato il test di sicurezza e di immunogenicità in un trial clinico di fase I/II, fasi in cui si stabilisce la capacità di un trattamento di produrre sull'organismo umano gli effetti curativi desiderati" conclude il Prof. Buonaguro.
 
 
Potete seguire l'avanzamento del progetto HEPAVAC (sviluppo di un vaccino contro il carcinoma epatocellulare) dal sito ufficiale del progetto.
 
 
 
Vaccini per il Carcinoma Epatocellulare

 
UN PROGETTO DI:
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