La salute del bambino in Europa

Progetti Europei: RICHE Intervista al Prof. Giorgio Tamburlini Responsabile per l'Ospedale Burlo Garofalo di Trieste del progetto Europeo RICHE e direttore del Centro per la Salute del Bambino Onlus di Trieste

 
 

Il suo nome per esteso è "Research Inventory for Child Health in Europe". finanziato dalla CE nell'ambito del Settimo Programma Quadro, RICHE, questo l'acronimo che lo contraddistingue, è un progetto, assai importante. Per il numero e il rilievo dei partner coinvolti. E per il tema di cui si occupa: la salute del bambino in Europa. "Analizzare quanto è stato fatto nel campo della ricerca sulla salute nell'infanzia nel nostro continente, identificare le lacune di conoscenza e quindi definire un piano per la CE e per i paesi membri per indirizzare al meglio le risorse per la ricerca sui temi ritenuti prioritari,gli obiettivi di RICHE sono questi" spiega il Professor Giorgio Tamburlini, pediatra, epidemiologo, già Direttore Scientifico dell'IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, esperto di salute dell'infanzia e dell'adolescenza e attivamente coinvolto nel progetto.

Professor Tamburlini, RICHE ci dirà dunque quali sono le grandi questioni aperte di cui l'Europa dovrà occuparsi da qui in avanti…

È così,a partire dal concepimento fino all'adolescenza, soprattutto a livello di popolazione. RICHE, va precisato, lavora in una cornice piuttosto ampia: ad esempio non affronta problemi specifici riguardanti singole malattie rare, ma piuttosto le problematiche comuni ai bambini con malattie rare. Inoltre non si occupa solo di singoli gruppi di malattie, ma anche dello sviluppo di strumenti e infrastrutture per la ricerca. Il progetto chiuderà a inizio 2013.

Le prime evidenze?

Tra le conclusioni a cui stiamo arrivando, sulla base dei dati e delle opioni raccolte, vi è la necessità di investire molto di più sulla comprensione e quindi la prevenzione e la cura dei problemi di salute mentale nell'infanzia e nell'adolescenza, che costituiscono il gruppo di condizioni più frequenti e forse in ulteriore aumento.Sul piano delle infrastrutture, invece, manca un coordinamento e un'armonizzazione dei sistemi di sorveglianza e monitoraggio dello stato di salute, per cui non siamo in grado di capire cosa succede, quali sono i trend temporali, quali i temi emergenti, come stabilire nessi tra esiti di salute e particolari esposizioni. C'è bisogno di un sistema europeo basato su metodi, indicatori, approcci analitici comuni.

RICHE raccoglie più di venti partner provenienti da tutta Europa. Il ruolo dell'Italia?

È particolarmente importante, perché l'IRCCS Besta, con a capo la dott.ssa Matilde Leonardi, e l'IRCCS Burlo Garofolo attraverso il mio diretto coinvolgimento, sono responsabili del Work Package 3, che identifica i principali gap nella ricerca sulla salute del bambino.

Come si è svolto il vostro lavoro?

Analizzando quanto fatto finora in termini di ricerca e di ricerca finanziata, interrogando ricercatori e istituzioni scientifiche dei diversi paesi, analizzando i dati disponibili sullo stato di salute e cercando, su questa base, di definire l'evoluzione futura dei bisogni di conoscenza. Quest'ultimo aspetto, di cui mi sono occupato personalmente, mi pare di grande interesse. La sensazione è che negli ultimi decenni grandi traguardi siano già stati raggiunti.

Quali, dunque, le sfide del domani?

L'Europa, in particolare i paesi membri dell'Unione, ha raggiunto risultati di grande rilievo, con una riduzione della mortalità nei primi 5 anni di vita e un importante miglioramento dell'aspettativa e della qualità media di vita anche per bambini con malattie complesse. Tuttavia, sia per alcuni evidenti trend, quali ad esempio l'aumento dell'incidenza del basso peso e della prematurità, o del sovrappeso, sia per le conseguenze della crisi economica sulle famiglie e sulle giovani generazioni, c'è da attendersi un arresto del trend di miglioramento e un aumento delle disparità tra gruppi sociali. Trend preoccupanti, niente miglioramenti, aumento delle disparità: un panorama abbastanza fosco.

Vuole spiegarci meglio?

Se aumentano i fattori di rischio per la salute, quali l'inadeguata nutrizione e attività fisica o lo stress intrafamiliare e sociale, è evidente che aumentano tutte quelle condizioni che da questi fattori sono influenzate, come i disordini metabolici o, appunto, le sofferenze e i disturbi psichici. Come al solito, questi ed altri fenomeni non sono distribuiti egualmente nella popolazione ma incidono soprattutto tra i bambini appartenenti ai gruppi sociali più svantaggiati, il cui numero va aumentando.

Le difficoltà nell'economia, secondo lei, hannoavuto delle ripercussioni anche sull'assegnazione e la distribuzione dei fondi pubblici per la ricerca medica in Italia?

Se è certamente vero che la crisi ha ulteriormente ridotto le risorse a disposizione, sia in campo europeo che nazionale, e questo nonostante gli sforzi più o meno efficaci per salvaguardare i fondi per la ricerca, ritengo che i problemi maggiori, almeno in Italia, non siano di carattere economico. Riguardano piuttosto il reclutamento dei giovani ricercatori, l'indipendenza delle valutazioni, la capacità di fare rete. Quanti hanno capacità già consolidate e affermate non hanno in realtà grandi problemi a reperire fondi.

 
 
 

 
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