Lo stent che sparisce

Progetti Europei: THE GRAIL Terapie che risolvono il problema

 
 

Ogni anno 2 milioni di stent - minuscoli tubi di maglia metallica o polimerica - vengono inseriti, mediante un intervento di angioplastica, nei vasi sanguigni dei pazienti di tutto il mondo per riaprire le arterie bloccate dalle placche prodotte dall'arterioscleros . 

 

Effetti collaterali
Nonostante le buone percentuali di recupero date da un intervento di angioplastica, lo stent può tuttavia essere la causa di effetti collaterali non trascurabili. A distanza di un anno infatti, si calcola che una percentuale pari al 10-20% dei pazienti con stent subirà una nuova occlusione della medesima arteria. 

La ricerca ha fatto grandi passi dai primi stent, realizzando nuovi modelli a dissoluzionea o a rilascio di farmaco - stent cioè che arrestano la proliferazione cellulare mediante il rilascio di sostanze chimiche. Ciononostante parte dei pazienti continua a doversi sottoporre a un secondo intervento per lo stesso problema.

La ricerca condotta dal progetto THE GRAIL è stata effettuata per sviluppare nuovi approcci e prevenire queste occlusioni, o stenosi, indotte proprio dalla presenza dello stent.

 

  La terza via

Nel 2012, un consorzio europeo di aziende private e di università, guidato dal EXPLORA SRL - una società high-tech con sede a Roma - ha iniziato a sviluppare un approccio tecnologico fortemente innovativo per risolvere gli effetti collaterali dell'angioplastica. L'idea, unisce e ricolloca le ultime innovazioni nel campo della ricerca medica partendo da una diversa angolazione.

 

Se funziona allora perché dovrebbe sciogliersi?
THE GRAIL ha sviluppato uno stent morbido invece della struttura rigida tipica dei vecchi modelli: un'impalcatura flessibile che può essere assorbita dal corpo umano senza lasciare residui. "Uno stent che si dissolve è sicuramente meno invasivo rispetto alla presenza di un corpo estraneo permanente all'interno dei nostri vasi sanguigni", spiega Davide De Lucrezia, CEO di Explora "e limita le reazioni di rigetto nel tempo. Ma non ci siamo fermati qui. Abbiamo voluto sviluppare una terapia salvavita in grado di guarire i danni prodotti dalle placche sui vasi sanguigni, e non solo inserire una struttura che li tenesse aperti."

 

Contro corrente
Mentre la ricerca globale si concentra sull'inibizione della proliferazione delle cellule delle arterie sottoposte ad angioplastica, il progetto THE GRAIL ha sviluppato uno stent progettato per risolvere il problema ed eliminare gli effetti colaterali risanando le arterie danneggiate. "Lo stent THE GRAIL è realizzato con un tessuto bio-attivo che rigenera le pareti arteriose grazie alla sua struttura porosa" aggiunge Davide De Lucrezia.

 

New life
"Nel giro di poche settimane il nostro stent è coperto da nuove cellule e progressivamente riassorbito. Ciò che resta è solo un vaso sanguigno fisiologicamente sano e funzionante.", conclude il Dott. Francesco Serino, direttore scientifico del progetto. "Lo stent THE GRAIL non si limita a offrire un'alternativa alle tecniche comuni di angioplastica, ma offre nuova vita dopo un infarto!"

 

 
 
Rigenerazione del tessuto interno dei vasi arteriosi

 
UN PROGETTO DI:
sissa
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