Ricerca Biomedica: Quo Vadis?

Il 27 febbraio l'Università di Trieste ospiterà un convegno strategico dell'area italo‐slovena: 44 partner chiamati a condividere risultati e obiettivi futuri.

 
 

A Trieste, a fine febbraio, si discuterà sui destini di un'ampia fetta della ricercabiomedica nel nostro territorio e in quello dei nostri vicini sloveni. Giovedì 27, nell'Ateneo giuliano, è in calendario "Siamo pronti per Horizon 2020?", un convegno internazionale a tema, che riunirà per la prima volta gli attori coinvolti nei principali progetti di ricerca attualmente in corso nell'area transfrontaliera.

A ideare e organizzare l'incontro è stato lo staff di Trans2Care, progetto innovativo dell'Università di Trieste, insieme al progetto Proteo di Sincrotrone Elettra, entrambi finanziati dalla UE. L'Università di Trieste ha invitato in città 44 potenziali partner allo scopo di approfondire la conoscenza reciproca e consolidare una rete che possa operare sinergicamente anche in futuro.

I progetti dedicati alla ricerca biomedica finanziati dal Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013 sono sei. A livello scientifico sono focalizzati su temi ad alto impatto che spaziano dal cancro alle malattie degenerative, a quelle cardiovascolari e metaboliche, con grande attenzione al miglioramento della prevenzione delle patologie.

Per sostenere questi filoni di ricerca sono stati investiti ben 8 milioni e mezzo di euro, ovvero il 6% dell'intero budget riservato al programma, e pari al 23% del  finanziamento riservato alle priorità strategiche. Le istituzioni europee hanno quindi scommesso sull'innovazione biomedica per creare sviluppo e competitività, ma a quali risultati hanno portato questi investimenti?

 

Prepararsi alle sfide di Horizon 2020

Il convegno sarà l'occasione per fare il punto e capire se le conoscenze scientifiche acquisite in questi anni hanno generato nuove tecnologie, prodotti o servizi, se e come hanno effettivamente migliorato le nostre condizioni di vita e di salute. Ampio spazio sarà dedicato ai giovani ricercatori, che avranno la possibilità di presentare i propri lavori ai colleghi, condividendo i risultati ad oggi conseguiti.

I partecipanti sono invitati a esprimersi anche in merito ai propri obiettivi a breve, medio e lungo termine, in modo da individuare possibili prospettive future di ricerca congiunta, integrazione e crescita sostenibile. Un convegno strategico dunque, che guarda già alle prossime sfide, in particolare alle opportunità di finanziamento offerte da Horizon 2020, il Programma Quadro europeo per la Ricerca e l'Innovazione (2014 - 2020) che individua le nuove linee guida sugli obiettivi scientifici da raggiungere per migliorare la vita dei cittadini europei.

 

Un network internazionale e ad alta competitività dedicato alla ricerca

"L'obiettivo strategico di tutti i progetti è consolidarsi, anche allargandosi su un territorio più ampio" spiega la prof. Sabina Passamonti, ideatrice dell'evento e responsabile del progetto per l'Università di Trieste. "Questo incontro sarà anche un banco di prova per capire quali possono essere le future sinergie e gli orizzonti cooperativi per i ricercatori che stanno lavorando oggi nell'area transfrontaliera. Lo scorso dicembre c'è stato un primo incontro a Gorizia, dove i partner italiani e sloveni coinvolti hanno subito capito le potenzialità di una collaborazione a livello di network. Ne è nata la consapevolezza che, con un piccolo sforzo di coordinamento, si possono ottenere vantaggi importanti e ottimizzare il lavoro di ognuno di noi. Ad esempio, evitando di sprecare energie e risorse umane nel lavorare separatamente alle stesse ricerche."

"Unendo le forze, ne traggono vantaggio sia la scienza che la società", dichiara la docente. "Il nostro intento, ora, è quello di conoscerci meglio per identificare concrete possibilità di collaborazione e una pianificazione "allargata", in vista dei prossimi bandi, molto importanti per finanziare attività congiunte di ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico".

La grande adesione all'incontro del 27 ha confermato la forte volontà di creare un sistema che possa operare sul territorio congiuntamente. L'interesse suscitato dal convegno tra gli addetti ai lavori è andato ben oltre le aspettative degli organizzatori.

In moltissimi hanno accolto l'invito a partecipare: a oggi sono 125 le presenze confermate. Tra queste, molto forte è la percentuale d'iscrizioni provenienti da enti accademici (53%) o di ricerca (15%), ma hanno riposto all'appello anche strutture ospedaliere (6%) e piccole e medie imprese (8%). Il dato più significativo, però, riguarda gli iscritti che parteciperanno come ricercatori che non fanno capo ad alcun ente di ricerca o struttura sanitaria, né aziendale: una percentuale vicina al 20%, che rappresenta quindi un quinto dei partecipanti. Si tratta, verosimilmente, di risorse formate e competenti in ambito biomedico, appartenenti all'universo dei precari della ricerca. Il territorio ha quindi a disposizione un capitale umano qualificato che potrebbe essere impiegato a beneficio collettivo, incentivando le attività di ricerca e sviluppo in enti pubblici e privati.

 

Pronti al dialogo col mondo delle imprese

Per agevolare la costruzione di un percorso comune, dallo staff di Trans2Care sono stati ideati anche degli strumenti pratici di condivisione e di autovalutazione, messi a disposizione dei partecipanti all'incontro internazionale tramite il sito del progetto. L'ambizioso obiettivo è anche di attivare il non facile dialogo tra scienza e impresa: nel corso dell'evento, gli organizzatori intendono dare ampio spazio al tema dell'interazione con il potenziale mercato dei prodotti della ricerca, secondo una visione lungimirante e sostenibile, anche economicamente. 

Proprio nell'ottica di assecondare il percorso di trasferimento di ogni nuova scoperta e conoscenza verso le aziende, con l'obiettivo di sviluppare nuove applicazioni, sarà proposto, come strumento operativo di analisi, il Technology Readiness Levels. Il TRL misura l'indice di "progresso tecnologico" ed è stato adottato da Horizon 2020 per prevedere l'impatto economico e sociale dei progetti selezionati.

Il convegno triestino sarà la prima vera occasione di cimentarsi con questa forma di valutazione e l'esito complessivo sarà reso noto agli Organi di Gestione del Programma Italia-Slovenia: un esempio di auto-responsabilizzazione da parte di chi utilizza i fondi pubblici.

L'evento non è aperto al grande pubblico, ma eventuali ricercatori interessati possono partecipare iscrivendosi tramite l'apposita pagina web.

 

Per contatti e informazioni:

Sabina Passamonti

Università degli Studi di Trieste, Dipartimento di Scienze della Vita via L. Giorgieri 1, 34127 Trieste -  tel +390405588747, cell +393665898629 -  e-mail: spassamonti@units.it  www.trans2care.eu

 

 
 
 

 
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